Macerata: “Guardami negli occhi”, studenti e istituzioni dialogano sul tema della violenza di genere

Macerata: “Guardami negli occhi”, studenti e istituzioni dialogano sul tema della violenza di genere

Il progetto “Guardami negli occhi”, giunto quest’anno alla quarta edizione e incentrato sulla figura di Madama Butterfly, è organizzato dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Macerata in collaborazione con l’Ambito Territoriale Sociale 15.

Prevenzione e contrasto alla violenza di genere.

Sono stati questi gli obiettivi dell’incontro di sensibilizzazione svoltosi ieri mattina all’ITE Gentili di Macerata che ha visto protagonisti gli studenti degli istituti superiori della città che hanno dialogato con le istituzioni sul tema della violenza di genere. Il progetto “Guardami negli occhi”, giunto quest’anno alla quarta edizione e incentrato sulla figura di Madama Butterfly, è organizzato dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Macerata in collaborazione con l’Ambito Territoriale Sociale 15.

Madama Butterfly, celebre personaggio dell’opera di Giacomo Puccini, è protagonista del percorso didattico che gli studenti hanno intrapreso e che sarà oggetto dell’elaborazione di progetti inerenti sia il melodramma che la violenza di genere e che saranno presentati nel corso di un’iniziativa che si sta programmando al teatro Lauro Rossi in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

“Con il progetto ‘Guardami negli occhi’ abbiamo raggiunto, complessivamente, 800 studenti grazie allo sviluppo di attività progettuali che hanno permesso di approfondire un personaggio femminile particolarmente rilevante come Madama Butterfly – nel centenario della morte di Puccini – e, parallelamente, di riflettere sul tema della violenza di genere e sulle dinamiche relazionali – ha detto il vice sindaco e assessore alle Politiche Sociali e Pari Opportunità Francesca D’Alessandro -. Il focus è la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere ma l’obiettivo è quello di creare e formare nuove generazioni di studenti che riconoscano l’importanza delle buone relazioni e del rispetto reciproco e, per l’occasione, abbiamo ideato il nuovo motto “Scuola libera dalla violenza”. Ringrazio la Prefettura e le forze dell’ordine perché sul territorio la sinergia è forte e concreta con l’obiettivo comune di mettere le basi per attività di prevenzione e promozione di nuove pratiche relazionali”.

Il Prefetto di Macerata Isabella Fusiello ha ricordato la recente vicenda di Giulia Cecchettin e ha sottolineato quanto “la tematica della violenza di genere sia di grandissima attualità dato che parliamo di un fenomeno purtroppo presente nella società e nelle famiglie – ha detto -; un fenomeno che, nonostante le nuove disposizioni di legge che inaspriscono le pene, non arretra ma tende a aumentare. È quindi necessario partire proprio dalle famiglie per educare i figli all’uguaglianza e alla promozione di relazioni paritarie. In questo contesto, la scuola ha un ruolo importante perché è un’ottima palestra per le nuove generazione”.

“Gli strumenti normativi in Italia sono all’avanguardia per quanto riguarda la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere ma il fenomeno è ancora molto presente e allarmante – ha aggiunto Marcello Pedrotti, vicario del Questore di Macerata -. Parliamo di un fenomeno che è anche culturale e c’è quindi bisogno di tempo affinché anche gli strumenti possano diventare efficaci coinvolgendo non solo le famiglie e le scuole ma tutta la comunità con iniziative importanti come questa di oggi. La Questura è impegnata da anni sul campo anche attraverso l’iniziativa ‘Questo non è amore’ grazie alla quale abbiamo raggiunto circa un milione di persone sul territorio nazionale”.

Anche il tenente colonnello Giorgio Picchiotti, comandante della Compagnia dei carabinieri di Macerata, ha sottolineato “la grande opportunità che il progetto ‘Guardami negli occhi’ offre alle scuole perché rappresenta un importante spunto di riflessione per i giovani e per debellare un fenomeno allarmante”.

In conclusione, Stefania Nardini, dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, ha ribadito l’importanza dell’iniziativa “che permette di affrontare, insieme agli studenti, il tema della violenza di genere per renderli consapevoli nel riconoscere determinati segnali non solo a livello personale ma anche con lo scopo di aiutare l’altro”.

 

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